PITTORE IPERREALISTA
L’iperrealismo nasce come genere di pittura basato sulla riproduzione di un soggetto fotografico; oggi con questo termine si indica tutta quella parte della pittura che propone soggetti altamente definiti, che si presentano sostanzialmente quasi come una copia della realtà, una sorta di fotografia realizzata col pennello, ma non necessariamente creati copiando un soggetto fotografico.
L’origine della pittura iperrealista viene comunemente collocata a partire dagli anni ’70 con un importante sviluppo soprattutto negli Stati Uniti con artisti quali Chuck Close, Richard Estes, Ralph Goings e Richard McLean, per citare i più celebri. A sua volta la pittura iperrealista viene considerata “figlia” della più conosciuta Pop Art, sviluppatasi attorno agli anni sessanta del ‘900.
E’ proprio infatti alla Pop Art che la pittura iperrealista deve l’ispirazione per i soggetti, analizzati però da quest’ultima in maniera così analitica da divenire quasi maniacale.
Le origini della pittura realista si possono considerare però ben più datate.
Agli inizi del ‘900 il maestro della pittura realista, ed in particolare della “scena americana” è il pittore Edward Hopper che a tutt’oggi rimane celebre per le scene rappresentanti la contemporaneità, scene così cariche di dettagli eppure così d’atmosfera: un maestro capace di rappresentare con minuzia senza cedere il passo alla mera descrizione fotografica.
In Italia i grandi pittori iperrealista sono Roberto Bernardi, Raphaella Spence, Vania Comoretti, Chiara Albertoni, Daniela Montanari, Luciano Ventrone e Luigi Benedicenti. Anche in Italia però le origini di questa corrente si possono individuare attorno agli anni venti del ‘900 all’interno del movimento “900” promosso , tra gli altri, dai pittori iperrealisti Oppi, Sironi e Funi. “900”, proclamando un ritorno all’ordine della pittura in una chiave di lettura sicuramente fascista, si fa ad ogni modo promotore della diffusione della pittura realista, di un ritorno all’attenta analisi anatomica delle figure, creando però dei soggetti “alienati” quasi privati della propria personalità.


